Personalmente selezionate da Francesca maragno, horse woman, animatrice pony nonche’ mamma di Edo.

Etruscania Trail

Il Luogo

Il centro è composto da una tenuta di 35 ettari, ed attraversato da due ruscelli, a Ovest la "Calesine" e a Est il Caggio.I due ruscelli avvolgono la proprietà, per poi congiungersi a Sud in un unico fiume (il Lente). Si trova a 400 mt (sopra il livello del mare) & dietro si trovano Monte Vitozzo, Nonte Elmo fino ad arrivare al Monte Amiata , mentre di fronte , a qualche decina di chilometri si trova il Monte Argentario che si affaccia sul mare (Porto S.Stefano,Porto Ercole ect...).
Nella proprietà ci sono decine di grotte scavate nel tufo (alcune delle quali dagli etruschi),Quercie,Cerri, e Castagni secolari ect...,nonché altri alberi da frutto come gli Ulivi, Ciliegi, Albicocchi, Noci, mele selvatiche.
Il luogo si presta particolarmente agli amanti delle passeggiate a cavallo, in quanto il terreno é molto variegato e pieno di fascino e mistero(etruschi ,tombe,taglate ect...), e si passa tranquillamente dai 1000 m del Monte Vitozzo e Monte Elmo(dove ci sono i resti di un'antica fortezza romana,e tanti animali selvatici(Cervi, caprioli , Daini, cavalli ect...),per poi ridiscendere a valle e tuffarsi coi cavalli nelle splendide acque del lago di Mezzano e di Bolsena (200-300 m sul livello del mare).

Il Centro

L’Associazione Ippica “Duska” è stata fondata da André-Douschka Besson, Italo-Francese, guida patentata e addestratore di cavalli.

Essendo il centro ippico situato in alta Maremma, immerso nel misterioso ed ancorarecondito,nonché affascinante mondo degli Etruschi, a ca. 60 km dalla prima stazione sciistica del Monte Amiata, e a ca. 50 km dalle incantevoli coste marine dell’Argentario, offre agli appassionati escursionisti a cavallo, l’opportunità di fare delle meravigliose passeggiate della durata di due o più ore lungo le antiche e suggestive “vie cave” etrusche o anche di fare Trekking avventurosi che possono durare da tre giorni ad una settimana;
con pernottamento, cena e prima colazione nei vari Agriturismi che si trovano lungo il percorso; o ai principianti di prendere lezioni in Maneggio.
L’Associazione ippica “Duska” ha sede nel podere “Caggio” di proprietà della stessa famiglia Besson , con 36 ettari di colline tufacee, con castagni e querce secolari a disposizione; nonché le suggestive grotte scavate nel tufo, dove prendono rifugio i nostri cavalli.

Le Strutture

La famiglia Besson alleva cavalli da 25 anni. Quest'anno però il centro è stato ristrutturato e adattato a scuderia per praticare equitazione e trekking , nonché l'addestramento e la preparazione dei nostri cavalli.

I cavalli del centro corrono liberi e felici nei 35 ettari di macchia mediterranea , campi e vallate. Intorno al centro ippico ci sono centinaia di ettari fra Montagna , vallate e boschetto.

I Trekking e i Trails si snodano attraverso un panorama eccezionale e variegato, attraversando e visitando ache il parco archeologoco "Città del tufo"che comprende i paesini simbolo della storia Etrusca in questo angolo di paradiso terrestre (Pitigliano,Sorano. Sovana e S.Quirico).

Lo Staff

Manager, proprietario & Chief Trainer instructore qualificato BHS è Declan McGarry il cui curriculum include 10 anni nell' Irish Equestrian Team anche European Silver Medalist da giovane. L’altro istruttore sempre qualificato è Grainne McGarry sorella di Declan qualificato BHSII con decenne d’anni d’esperienze con giovani cavalieri & pony squadre S.O. e poi Gary, il preferito di tanti nostri giovani cavalieri e amazzoni, lui parla un po' di italiano, ma con voi lo farà solo sotto tortura........ Tutti gli istruttori e guide per i Trail sono veramente disponibili ed amichevoli, con grandissimo senso dell'umorismo, tipicamente irlandese!

Equitazione

Lo staff è composto da André Besson(Douschka) presidente dell'associazione,i due fratelli (Guedimine e Loan), e la bellissima Alessandra pittrice e decoratrice.

L’addestramento viene seguito personalmente da Douschka Besson,che oltre ad essere il presidente dell'omonima Associazione è guida riconosciuta dalla regione Toscana.

Svolge a tempo pieno l'attività di addestratore preparando non solo cavalli da Trekking ma anche soggetti per il lavoro in piano, fondamentale per avere un buon cavallo da sella: insegna ai suoi allievi con assoluta dolcezza creando con loro una forte simbiosi , ed in breve tempo , esercizi più complessi come il lavoro su due piste.

I nostri cavalli

La maggior parte dei nostri simpatici cavalli sono nati da noi, e quindi sono più che affidabili, e hanno un piede particolarmente sicuro per potervi far divertire in tutta spensieratezza nei luoghi che loro conoscono come le loro orecchie, e se potessero parlare sarebbero loro le Vostre guide.

Douschka Besson ha avuto il suo approccio con i cavalli all’età di sette anni presso il maneggio di famiglia. Ha perfezionato la sua tecnica frequentando diversi centri ippici in Italia e all’estero.

Attualmente svolge l’attività d’addestratore e istruttore presso l’associazione ippica “DUSKA” nella quale ricopre anche la carica di presidente.

Oltre al cavallo ci sono due piscine qui vicino; una piscina coperta a Pitigliano, aperto tutto l’anno, e una piscina scoperta a Montorio aperta da Aprile a Settembre.

Alloggi

L'agriturismo "Aia del tufo" è solo a 5 km dalla tenuta e scuderie , a due passi dal paese di S.Valentino. Una vera casa di campagna con animali(pecore,maiali,galline e polli,anatre oche e papere,e simpatici cani e gatti)nonchè un orto molto produttivo. Le camere ,5 in tutto , sono ampie e con mobili in legno creati dal vostro ospite Sig.Alfredo Morettoni , marito di Floriana Pifferi,tutti con bagno e en-suite in camera. Potrete approfittare di un accoglienza familiare ed un ambiente del tutto libero da stress , dai rumori della città e del traffico, godervi l'ottima cucina e gustarvi le grappe fatte dalla famiglia stessa (le fa Alfredo)

Mentre l'altro agriturismo (Frà viaco),della famiglia Zapponi, é a circa 15 km dal centro,è simile all'Aia del tufo, ma il tutto è un po' più grande e si affaccia direttamente sul Lago di Mezzano (cento metri a piedi) si mangia molto bene (forse non come all'Aia del tufo), e si trova nel Lazio. Il casale è in pietra e tufo , completamente ristrutturato , e con molto spazio intorno.Ogni camera ha il suo bagno,ma i mobili non sono fatti da loro.La famiglia Zapponi alleva principalmente pecore , ed intorno casa ci sono conigli ,polli e cani.

Il terzo agriturismo si tro va in alto proprio su Lago di Bolsena(a piedi saranno meno di 8-900 metri), e si chiama "La Montagnola"sempre rustico , si mangia bene e si beve meglio ,si trova nel Lazio sulla strada che va da Latera a Valentano , tutto fantastico bla bla bla ect...

 

L'Addestramento

L’arte di addestrare un cavallo di André Douschka Besson
Tratto dell’articolo scritto per il Mensile CONNECT, edizioni sett./ott./dic. 1999, autore André-Douschka Besson.

I tempi di apprendimento per i cavalli sono soggettivi, quindi gli “esercizi” che ho riportato di seguito, variano da soggetto a soggetto.

Chi è profano in materia, comunemente crede che addestrare un puledro o un cavallo sia semplice, ma si sbaglia. Infatti, è un’operazione tutt’altro che facile, direi piuttosto complessa, perché oltre alle conoscenze tecniche e all’esperienza (che di apprendono dopo anni di scuola e di pratica) occorre una buona dose di sensibilità e di pazienza.
Ecco cosa fare durante la prima settimana. Per prima cosa gli va insegnato a “seguire” fiducioso con la “capezza” (o cavezza) a mano; poi piano piano si comincia a farlo girare a “lunghina” (o longia), facendogli compiere un cerchio di circa 12 m. da diametro, all’inizio sarebbe meglio disporre qualcuno che ci aiuti. Con lunghina in una mano e frusta lunga nell’altra, richiedere al cavallo più franchezza possibile nelle varie andature, senza però stressarlo più di tanto.
Per farlo partire al trotto, schioccare la lingua sollecitandolo (il meno possibile) con la frusta.
È importante cercare di mantenere una buona cadenza schioccando sempre la lingua ad ogni battuta del cavallo, poi ogni due, intervenendo quando il posteriore interno va in appoggio, per poi rendere i nostri interventi più rari e mirati.
È molto importante non dimenticare mai di premiare il nostro allievo con la voce, una carezza o una carota, mela ecc. … ogni volta che ha eseguito bene un esercizio da noi richiesto; rimanendo in ogni caso ferrei nelle nostre richieste, ma dolci nei suoi confronti. Quando il cavallo ha cominciato a rilassarsi e rispondere con sincerità ai nostri comandi è giunto il momento di sellarlo (seconda settimana).

La sella va messa sulla schiena del cavallo con estrema delicatezza e cura maniacale per prevenire qualsiasi tipo di ferita causata dalla errata sistemazione della suddetta.È giunta finalmente l’ora di cavalcare il nostro amico destriero.
Il fine di tutto questo non è (come nei films) fare un rodeo o una prova di forza, per poi sentirsi veri cavalieri o domatori, tanto il più forte è e rimane sempre il nostro simpatico quadrupede; anzi un bravo addestratore ottiene di più, usando come metodo di persuasione la dolcezza, l’astuzia e l’intelligenza che ci contraddistingue dagli animali, anziché la violenza e la brutalità che purtroppo si vede assai spesso rivolta ai nostri amici cavalli e non solo.
Il momento in cui una persona monta per la prima volta un puledro, per quest’ultimo è un po’ come perdere la verginità; per questo vanno usate tutte le accortezze possibili per non traumatizzarlo cosicché il lavoro per lui diventi un gioco e un piacere, non una punizione.Avendo imparato a lavorare a lunghina con noi sopra (terza settimana) rispondendo ai comandi che gli diamo, è giunta l’ora di lavorare soli (uomo-cavallo) nel maneggio o rettangolo adeguatamente recintato e avendo cura che il fondo sia abbastanza morbido e non scivoloso.
Questo è un momento molto delicato, in cui ogni errore potrebbe avere ripercussioni negative sull’impulso e sulla serenità d’animo che il nostro amico ha fin qui avuto. È di fondamentale importanza, almeno nel lavoro montato del puledro, usare stichiere e paraglomi per evitare che si feriscano toccandosi con i piedi (cosa abbastanza frequente).

È molto più facile lavorare su di un cavallo vergine piuttosto che correggerne eventuali vizi.
Personalmente, in questa fase dell’addestramento preferisco lavorare con un cavezzone da doma che agisce sul setto nasale del puledro risparmiandogli la bocca.
All’inizio, oltre a lavorare sulle spalle (un cavallo ben addestrato deve impegnare soprattutto i posteriori per alleggerire l’avantreno) cammina storto e disunito.
Per questo motivo va fin da subito incanalato fra due gambe sul costato in modo alterno come se camminaste con lui (gamba sinistra quando l’anteriore sinistro è in levare e viceversa con la destra) spingendo in avanti col bacino. Per intensificare l’azione delle gambe è molto utile un frustino mentre sono assolutamente da evitare gli speroni per almeno le prime due settimane di lavoro montato, onde evitare che il puledro si impaurisca delle gambe o diventi freddo alle stesse.
La durata del lavoro in maneggio, all’inizio non deve essere superiore a ca. 30 minuti, per non affaticare e annoiare il nostro fedele compagno. Inoltre è importante cessare qualsiasi intervento non appena il cavallo risponde, e far effettuare numerose transizioni – alt – passo – trotto e viceversa – per incrementare l’impulso e la concentrazione stessa del nostro affettuoso quadrupede.
È bene limitarsi ad eseguire, oltre alle suddette transizioni, cambiamenti trasversali ogni due o tre giri, e ampie volte ad entrambe le mani.
Dopo circa un mese potremmo provare a mettere il filetto al nostro allievo (lasciandogli il cavezzone ancora per almeno una settimana). Essendo i cavalli rinomati golosi, prendiamoli per la gola, mettendo le prime volte dello zucchero o simili sul filetto (o morso snodato) che deve essere grosso per non fargli male, e possibilmente di rame, che oltre ad essere leggero gli facilita la salivazione, e di conseguenza lo accetteranno più volentieri.
Ora che il nostro bravo cavallino comincia a rendere proprie alcune conoscenze di base, possiamo cominciare a chiedergli delle leggere flessioni laterali della nuca e dirette di tutta l’incollatura.
Quella laterale si chiede da fermi, mentre la diretta si chiede andando avanti con decisione per non contrapporre l’azione delle mani a quella delle gambe (per ovvi motivi di spazio non posso dilungarmi sul cosa sono e come si eseguano tecnicamente molti degli esercizi come appunto le flessioni e tutti quelli che seguiranno).

Come il cavallo accenna a flettere, cedere immediatamente le redini per premiarlo, e fargli i complimenti. Come ho già scritto, il puledro, quando viene montato, all’inizio è totalmente squilibrato (fisicamente). È quindi consigliabile, per fargli trovare il proprio equilibrio, alternare lezioni in maneggio a lunghe e rilassanti passeggiate in campagna su terreni vari, alle tre andature, privilegiando il passo lungo e il trotto medio lungo. Va sempre tenuto presente che il cavallo completa la sua crescita a 5 anni, quindi è estremamente deleterio per lui e degradante per noi, cominciare a domarlo prima che abbia compiuto almeno 3 anni di età. Purtroppo ci sono tanti incoscienti che si improvvisano domatori o addestratori saltando sul loro puledro (che non può parlare) di due anni o poco più, non rendendosi conto del male presente e futuro che provocano alla loro sfortunata cavalcatura.

Douschka Besson ha avuto il suo approccio con i cavalli all’età di sette anni presso il maneggio di famiglia.
Ha perfezionato la sua tecnica frequentando diversi centri ippici in Italia e all’estero. Attualmente svolge l’attività d’addestratore e istruttore presso l’associazione ippica “DUSKA” nella quale ricopre anche la carica di presidente

L'Equipaggiamento

Pantaloni da cavallo e comodi stivali o ghette,oppure chaps.Il cap è consigliato per la vostra sicurezza e comunque per non graffiarvi la testa coi rami (per i minorenni è obbligatorio)! Meglio una camicia a manica lunga per difendersi dai rovi e dagli insetti.

Come Arrivare

IN AUTO (itinerari consigligliati):
Dal Nord (1) : Autostrada del Sole , uscita Firenze Certosa-raccordo autostradale per Siena , uscita Siena Sud (direz. Roma) – S.S.: Cassia da percorrere per 70 Km, quindi bivio per Sorano (a Km 20).
Dal Nord (2) : Autostrada del Sole, uscita Chiusi-Chianciano, a sinistra per Sarteano; quindi per Radicofani; seguire le indicazioni per Roma e, imboccata la S.S.Cassia in direz. Roma, dopo 4 km bivio per Sorano (a Km 20).
Dal Sud : Autostrada del Sole, uscita Orte – Raccordo autostradale per Viterbo, uscita per Siena – dopo 4 Km in direz. Siena a sin. sino a Valentano – quindi direzione Pitigliano.
Da Roma Eur : Autostrada per Civitavecchia, S.S. Aurelia fino a Montalto di Castro, quindi a destra per Canino, Valentano; quindi direzione Pitigliano

IN AEREO:
Da Fiumicino prendere il treno-navetta per la Stazione di Roma Termini, quindi un treno per Orvieto (linea per Firenze, un’ora di tragitto): l’appuntamento è alla biglietteria della Stazione di Orvieto in orari da concordare telefonicamente. Lo stesso servizio è garantito il giorno della partenza da Sorano.

IN TRENO:
Dalla Stazione Ferroviaria di Orvieto (sulla linea Firenze-Roma) un minibus per Sorano è in servizio per chi arriva con i treni da Roma o Firenze: l’appuntamento è alla biglietteria della Stazione di Orvieto in orari da concordare telefonicamente. Lo stesso servizio è garantito il giorno della partenza da Sorano.

IN PULLMAN:
Dalla Stazione Ferroviaria di Grosseto per Sorano alle ore 11,25, 13,10 e 16,30. Quindi alle 18,25 limitato a Pitigliano. (esclusi i festivi)