Personalmente selezionate da Francesca Maragno, horse woman, animatrice pony nonche’ mamma di Edo.

Mongolia

Mi resta un pochino difficile riuscire a descrivere questo viaggio in Mongolia a parole, sicuramente per una viaggiatrice e amante di cavalli e natura come me, è stato, nell’estate del 2017 il viaggio della vita, e posso assolutamente confermarlo dopo esserci ritornata quest’anno, estate 2018.

Il paesaggio cambia spesso in Mongolia, partendo dalla grande capitale Ulaanbaator, circa 1.300.00 abitanti, altitudine di 1.350 mt slm, grandi piazze, grattacieli in costruzione, traffico, negozi e bazar di ogni tipo, un black market che sembra a sua volta una città, appena ci spostiamo fuori, ma rimanendo ancora per un po’ sull’asfalto, si costeggiano enormi prati, sui quali sono “posteggiate” bianche Gher, le tipiche tende Mongole, dove le famiglie di pastori vivono tutt’oggi, già qui gli spazi sembrano infiniti, e si prova un grande senso di libertà e voglia di staccare da tutto, ma non è nulla in confronto a quello che vedremo.

Tutte le mete che raggiungeremo, Orkhon Valley and Vulcano, White Lake, Khovsgol Lake, Taiga e villaggi degli uomini renna, ci mostreranno paesaggi diversi, immense praterie di erba verdissima, laghi cristallini contornati da foreste di conifere, maestose montagne , valli interminabili, attraversate da ruscelli e fiumi incantevoli, fitte foreste umidissime con tappeti di funghi di ogni colore e forma, Taiga con cespugli fittissimi e suolo impregnato di acqua, lontano da chiunque e da qualsiasi forma di materialismo…..natura incontaminata.

Tutto ciò, devo dire, che visto dalla sella di un cavallo e non dall’interno di una jeep, rende veramente al 100%. Lungo il nostro tragitto continuiamo ad incontrare greggi di pecore e capre, mandrie di vacche e yak, e decine e decine di branchi di cavalli bradi. Puoi galopparci in mezzo, fotografarli, cercare di avvicinarli, sei libero di fare come vuoi, tu e il tuo destriero.

I cavalli Mongoli sono piccoli, circa 1:50cm al garrese, robusti, velocissimi ed instancabili. Sicuri, sanno esattamente dove mettere i piedi, non ha importanza se sia piano, discesa o salita, nel fango, nel fiume o o tra pietre e buche di talpe o cani della praterie…..loro sanno come fare!!!!

Nel periodo estivo le giornate sono calde, e quasi sempre splende il sole, si riesce a montare in maglietta, la notte le temperature scendono parecchio, salendo in montagna, possiamo essere anche a 0. Le Gher hanno però una stufina a legna al loro centro che ci tiene caldi per tutta la notte, basta alzarsi ogni tanto a mettere legna!! Le notti che dovremo montare le nostre tende da campeggio, patiremo un pochino di più il freddo, non avendo la stufina!!! Ma devo dire che questo è l’unico disagio che ho sinceramente trovato in questo viaggio.

Tutto questo è ovviamente contornato dalla presenza di un popolo meraviglioso, i Mongoli sono molto ospitali, e incredibilmente premurosi nei confronti di noi turisti, cercano in ogni modo di farci sentire a nostro agio, anche laddove ci ritroviamo per magari 5/6 giorno senza acqua corrente ne elettricità, quindi un po’ a disagio, loro fanno di tutto per coccolarci, cucinando pietanze gustose, cercando di tenerci al caldo, e qualsiasi domanda o desiderio trovano risposta e vengono soddisfatti. Guide, autisti, proprietari di cavalli, famiglie ospitanti, tutti felici di aiutarci!!!

Se amate i cavalli, la natura, il senso di libertà vi consiglio di farlo almeno una volta nella vita, anche perché molto sinceramente, non so ancora per quanto questo paese e popolo meravigliosi rimarranno legati alle loro tradizioni, che sono così lontane da ciò a cui siamo abituati oggi giorno noi occidentali.